PROGETTO VITA INDIPENDENTE: INSIEME SIAMO PIÚ FORTI!

Coop GEA - vita indipendente

La sinergia del gruppo in funzione di percorsi personalizzati che rappresentano le esigenze e le peculiarità di ognuno.

Un intento che accomuna tutti gli attori del progetto della Regione Lazio “Vita Indipendente”, per l’autonomia e l’inclusione delle persone con disabilità, promosso dal consorzio sociale T.I.NE.R.I. del Distretto VT5 e dal Comune di Nepi, con il patrocinio della Asl Viterbo. Il servizio è gestito dalla Cooperativa Sociale Gea e dalla Cooperativa Sociale Il Pungiglione.

Ce ne ha parlato la Dott.ssa Alessia Marani, coordinatrice del progetto per la Cooperativa Sociale Gea.

CHI SEI?

Sono Alessia Marani, ho trent’anni e sono una psicologa, specializzanda psicoterapeuta gruppo-analista, e psico-diagnosta in ambito civile e penale. Pratico la libera professione negli studi di Monterosi e Orbetello, in quanto toscana d’origine, ma mi occupo anche di progettazione sociale e di sostegno alle donne vittime di violenza, tramite l’associazione antiviolenza “Olympia de Gouges” della provincia di Grosseto.

Sono molto felice di essere stata coinvolta nel coordinamento di questo progetto, all’interno del quale porterò la mia esperienza di esperta in gruppi e nel settore della disabilità. Prima di intraprendere la carriera di psicologa ho lavorato infatti come assistente domiciliare per minori e disabili in difficoltà, occupandomi anche della progettazione delle attività.

 PERCHÉ IL GRUPPO HA UN RUOLO COSÌ IMPORTANTE ALL’INTERNO DI QUESTO PROGETTO?

Mi piace citare una frase di Kurt Lewin: “Il gruppo è più della somma delle singole parti”. Essendo esperta in gruppo-analisi per me l’importanza del gruppo è fondamentale e lo è ancor di più all’interno di questo progetto, dove il lavoro in équipe viene strutturato e portati avanti a tutti i livelli: dal gruppo utenti-famiglia a quello più ampio di rete territoriale. Quello che dico sempre agli operatori coinvolti in questa esperienza è che solo tutti insieme facciamo goal. Dobbiamo essere una squadra per arrivare agli obiettivi.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI PREFISSATI E COME RAGGIUNGERLI?

L’obiettivo principale è far sì che il disabile adulto possa accrescere le proprie risorse e raggiungere un buon grado di autonomia nelle diverse sfere della quotidianità, da quella abitativa a quella lavorativa e sociale. Per fare questo si parte dall’individualità, dall’analisi dei bisogni e degli interessi della persona, per poi cucirle attorno degli interventi personalizzati.

Grazie alla collaborazione attiva e costante della famiglia, andremo a lavorare sulle risorse portandole al grado massimo, cercando al contempo di attraversare le difficoltà. Un altro degli obiettivi fondamentali di Vita Indipendente riguarda l’inserimento lavorativo dei beneficiari attraverso tirocini in aziende del territorio, grazie alla collaborazione degli enti coinvolti. Ogni obiettivo verrà dunque perseguito facendo leva sulla rete (torniamo all’importanza del gruppo!), dalla macro-rete delle istituzioni fino alla piccola rete dell’équipe, comunicanti tra loro e regolate dalle stesse dinamiche e finalità.

IL PROGETTO È PARTITO DA POCO. QUALI SONO STATE LE TUE PRIME IMPRESSIONI?

Si tratta di un progetto molto importante perché il tema del Dopo di Noi è estremamente complesso. Quel “Dopo” e quel “Noi” hanno un impatto emotivo molto forte sulle famiglie ed è importante che genitori e figli siano coinvolti in una progettualità futura. Sono felice che su Vita Indipendente si stia investendo molto sia in termini di risorse, che di tempo ed obiettivi.

Ora siamo nella fase di conoscenza dei famigliari dei sette ragazzi destinatari, un momento di fondamentale importanza per mettere sul tavolo le aspettative e soprattutto i bisogni, per capire quali difficoltà vengono riconosciute e come si può lavorare insieme. Si passerà poi alla conoscenza dei beneficiari diretti che Gea seguirà, alcuni dei quali nuovi e altri già all’interno del progetto Dopo di Noi, per ascoltarne la storia, le esigenze e capirne la personalità. Varrà poi formata un’équipe adeguata agli obiettivi stilati ed in grado di rispondere alle esigenze dei ragazzi, che verrà presentata ai famigliari.

Ogni fase del progetto verrà completata da una fase di monitoraggio, che prevede incontri tematici con le famiglie e di confronto mensile all’interno del gruppo di lavoro, per capire insieme se la strada intrapresa è quella giusta.

CHE RUOLO HANNO LE FAMIGLIE?

Le famiglie hanno un ruolo fondamentale. Sono parte attiva della rete di lavoro e termine di confronto costante in tutte le fasi del progetto. La famiglia deve lavorare sugli stessi obiettivi portati avanti durante le attività in appartamento, in modo da avere una continuità progettuale.

QUALI SONO LE FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE?

Ci sarà un’équipe multidisciplinare formata da psicologi, terapisti occupazionali ed educatori, che verranno impiegati nelle macro-aree individuate per ciascun utente, come l’autonomia, l’affettività, la sessualità, la cura e gestione di sé.

E A NEPI COSA SUCCEDERÀ?

Nel territorio di Nepi il progetto coinvolgerà le aziende del territorio per l’inserimento lavorativo degli utenti, con la collaborazione del Comune, della Asl e del Consorzio. Inoltre inaugureremo a breve un nuovo appartamento dove si svolgeranno le attività diurne di vita quotidiana ed i laboratori. Stiamo strutturando anche una parte notturna, che permetterà una separazione più decisa da casa, con sollievo per i familiari e accrescimento dell’autonomia per i ragazzi.

a cura di Cristina Casini
Ufficio Stampa e Comunicazione
Cooperativa Sociale Gea

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